La procura di Epinal ha aperto un’indagine preliminare nei confronti dell’azienda, sospettata di aver utilizzato trattamenti illegali per purificare la sua acqua minerale, secondo quanto dichiarato dal pubblico ministero.
L’apertura dell’inchiesta, in data imprecisata, fa seguito a una segnalazione dell’Agenzia Sanitaria Regionale (Ars), come riportato da Le Monde e Radio France. Le indagini sono state affidate al dipartimento investigativo nazionale della Direzione generale della concorrenza, dei consumatori e del controllo delle frodi e sono ancora in corso. Lo scopo è stabilire se la denominazione di acqua «minerale naturale» sia o meno ingannevole. Secondo la normativa, infatti, affinché l’acqua possa essere definita «minerale naturale» o «di sorgente», non deve essere disinfettata.
Da un rapporto dell’Ispettorato generale degli affari sociali (Igas), emerge che «il 30% dei marchi francesi utilizza trattamenti non conformi per continuare a vendere acqua inizialmente non idonea al consumo».
Nel 2021, all’Igas è stato affidato il compito di «ispezionare gli impianti di confezionamento di acque minerali naturali e di sorgente» in Francia, dopo che il numero uno mondiale delle acque minerali, Nestlé Waters (Perrier, Vittel, Hépar, Contrex), ha riconosciuto alle autorità di utilizzare pratiche di trattamento non conformi nei suoi siti produttivi, come la luce ultravioletta e i filtri a carbone attivo. L’inchiesta di Le Monde e Radio France prende di mira anche il gruppo Alma, che produce una trentina di marchi di acqua in bottiglia in Francia, tra cui Cristaline, Saint-Yorre e Vichy Célestins.